Foto inserita da
Gennaro Ciavarella
il
31/07/2010
ono nato nel 1956, un anno carico di presagi e di avvenimenti, a Foggia. I miei primi contatti con la fotografia sono stati con una rollei biotica di mio padre che conservo ancora gelosamente.
Ma all’inizio ero più attratto da altre forme d’arte. Il disegno, la pittura, la scultura e l’architettura, sono stati i miei primi amori accompagnati dalle letture e dalla musica.
Solo quando arrivo all’università (nel lontano 1974) riprendo a giocare con la macchina fotografica e, con non pochi sacrifici acquistai una yashica fx-3 (un cavallo di battaglia per tanti amici). Assieme ad altri effettuavo esperimenti in camera oscura e con la scatoletta stenopeica, ma il tutto passava per le necessità di studio visto che la macchina la usavo per documentare le architetture e le scene urbane.
Pochi paesaggi e ancor meno persone, come diceva mio padre, pietre, tu fotografi pietre. Restava, stranamente, fuori da tutto ciò l’altro mio grande amore: il mare. Per me il mare è buona parte della vita. Solo mia moglie ed i miei due bellissimi figli riuscirebbero, per poco, a tenermene distante. Al mare ho dato molto e dal mare ho ricevuto tanto, sempre e comunque unico.
Ma torniamo a noi; e così, se da una parte iniziavo a viaggiare, grazie ai primi lavori dopo l’università (a questo punto avevo acquistato la mia prima contax con un fantastico 28), dall’altra iniziavo i primi corsi da sommozzatore (andavo già in apnea, visto che mio padre, uno dei pionieri della subacquea in capitanata, fin dai sei anni, mi portava con lui). Grazie ad alcuni amici avevo anche cominciato a scrivere qualche articolo per alcune riviste di viaggio (Plein Air, il Gommone, Nautica) e mi sembrò scontato portare la macchina subito con me. La prima macchina, una Nemrod (chissà quanti ricordano questa marca spagnola), e poi una nikonos III, ma il sogno era di portare una reflex sotto le onde.
Quando acquistai una custodia per universale nimar mi sembrò di toccare il cielo, assieme a lei la custodia del flash, un metz b3. Quanti insuccessi e quante parolacce: erano più le volte in cui qualcosa andava storto. Il risultato, invariabilmente era un bel niente.
Cominciò a migliorare la situazione, quando, fregandome dell’errore di parallasse (incubo dei fotosub pionieri), ritornai alla nikonos con una mitica, bellissima V, nel suo perfetto arancione. I primi successi e poi il grande passo, passare da contax a nikon e provare le custodie vere quelle personalizzate. La mia prima nikon terrestre è stata la 801, seguita dalla 801s, dalla 90, la 90x fino al più grande dei miei amori, la mitica (per me), fantastica, indistruttibile f100. Sempre nelle custodie costruite dal salernitano Sanfelice, un grande della fotosub nazionale. Ebbene si, le macchine le ho anche distrutte: una nikonos III, una nikonos V (funzionava alla fine solo con alcuni tempi manuali), una 801s ed una 90.
Ho allagato 5 o 6 flash e distrutto un paio di lenti.
Come fotografo subacqueo sono cresciuto grazie allo spirito agonistico delle gare estemporanee organizzate in ambito sportivo.
Ho pubblicato molto ed ho avuto la possibilità di conoscere tanti dei grandi nomi della fotosub italiana: Dilenge; Sanfelice, Giulianini; Rinaldi; Cipriani; Pignataro; Fiore; Palbiani (ultimo Campione del mondo di Fotosub) e tanti altri.
Ultimi lavori: il libro dei pesci: la solita presenza in un calendario (non li amo); alcune foto sono al bit in alcuni stand (credo di essere alla 5 o 6 presenza); alcune sale del Museo di Storia Naturale della mia città. Mi piacerebbe fare una mostra sulle bellezze dei mari del mondo (continuo a viaggiare molto ma ho smesso ormai da tempo la collaborazione con le riviste di viaggi e tempo libero) nella mia città ma non ci sono riuscito mentre le mie foto sono state in mostra a Napoli, Palermo e Bari.
Sono istruttore sub, istruttore fotosub, istruttore di tutto l’istruibile (sono pieno di inutili patacche). Ho più di quattromila immersioni effettuate ed ora, che mi immergo poco, non faccio mai meno di cento immersioni l’anno.
Ho gestito dal 1989 al 2001 un centro immersioni alle isoleTremiti che restano la mia seconda casa. Adesso sto ritornando a fotografare la gente e fare reportage, lo avevo dimenticato, e di ciò devo ringraziare gli amici dei forum.
Attrezzatura fotografica F100-d200 10-17/35-10/17-28/70-60-105-180; una contax 167 con 28-85; una rollei biottica; una nikonos II un sb 24 ed un sb 800 – 2 flash subtronic alpha macro (sub); 2 flash inon z240; una custodia per d200 tre oblò e prolunghe varie; due cavalletti ed un monopiede manfrotto
Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera (P. Neruda)